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Ing.Cristiano Bilucaglia – Senato della Repubblica – 22 gennaio 2014

Dopo il car sharing, ovvero le auto a disposizione di tutti – quando le si vuole e per quanto si vuole – ecco a voi, cari italiani, lasharing economy. Termine sempre più diffuso, esso indica propriamente l’economia dello scambio, inteso come opportunità nuova contro i fallimentari e preesistenti modelli tradizionali di sviluppo economico.

I social network hanno aperto nuovi ed amplissimi orizzonti in termini di multilateralità e reciprocità fra persone che condividono, non solo come attori economici propriamente intesi, uno stesso luogo in uno stesso spazio: ciò significa sviluppare nuovi orizzonti di pensiero e di azione. In parole povere il baratto fra impreseattuato per la prima volta in Italia da VisioTrade Spa, leader incontrastato di settore, rientra appieno in tale tipologia concettuale, poiché si inserisce perfettamente in una contestualità che presuppone una necessità e un di più che incontrandosi determinano soddisfazione nei soggetti che dell’incontro sono i veri e soli protagonisti. La sharing economy si configura come potentissimo reattore relazionale, il cui fine primario è correlare correttamente le richieste e le risposte, per produrre benessere, fare impresa, brandizzare al meglio tutto quanto è possibile, creando lavoro, occupazione mirata e integrata, in una sana ottica di rinnovamento del concetto di business moderno tout court. Comprendere le potenzialità inespresse del mercato è il motore della sharing economy, che si gioca su terreni differenti rispetto ai normali media e/o campi economici, interagendo al massimo del potenziale con i nuovi ritrovati che la cosiddetta tecnologia relazionale offre al momento, in nome di una più equa e soddisfacente redistribuzione della ricchezza, frutto a propria volta della vittoria delle idee migliori, secondo una linea di sviluppo meritocratica.

Eurocredito, benvenuto moneta del futuro
(di Maurizio Scandurra)

Che differenza c’è fra un euro e un eurocredito? In termini di valore, nessuna. ù
1 Euro equivale a 1 eurocredito. In realtà moltissime.

L’eurocredito arriva dove l’euro non può più. E’ una moneta libera, alternativa, complementare a quella esistente, ma diversa profondamente da essa proprio perché slegata da logiche bancarie, speculative, finanziarie.L’eurocredito non è in crisi, l’euro invece sì. L’eurocredito è una mano tesa a chi vuol produrre, l’euro è un pugno chiuso rivolto a chi vuol creare un’attività. L’eurocredito non misura il livello degli interessi, bensì quello degli scambi commerciali in compensazione, in baratto fra imprese. Li favorisce, al contrario dell’euro che invece li blocca, se può. Non si conia, non si tiene nel portafoglio. Non pesa, è leggero.

L’eurocredito è l’unica moneta privata capace di determinare un vantaggio reale. Perchè muove le sorti dell’economia laddove il denaro non è più in grado di farlo, trasformando ciò che è invenduto in possibilità di nuovi affari. Stimolando la capacità produttiva inespressa di quanti, purtroppo, dipendono ancora dal denaro come unico strumento di produzione di ricchezza. L’eurocredito esiste grazie all’informatica, la sua casa è l’home-banking del baratto fra imprese di VisioTrade Spa, alloggia sugli schermi dei pc di quanti credono che per fare impresa e business i vecchi modelli di sviluppo siano ormai démodé. Superati. L’eurocredito genera relazioni, contatti, promuove idee e spunti per dare spazio al nuovo che avanza.

L’eurocredito è il futuro, che inizia però dal presente. Rende liberi. Liberi di produrre, di esprimersi. Liberi di fare. Liberi di creare. Benvenuto eurocredito, moneta del futuro!

 

 

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