Forum delle Isole del Mediterraneo per il Dialogo e la Mediazione in Europa

Relazione di IRENE GIONFRIDDO al Forum delle Isole del Mediterraneo per il Dialogo e la Mediazione in Europa

7 aprile 2013 – ORE16:00
CENTRO AMP – Area Marina Protetta – USTICA

 

“Ho avuto sempre fiducia e quindi speranza nell’avvenire; un avvenire prossimo o remoto, che si realizzi me vivente o quando le mie ossa riposeranno in un cimitero, non importa; perché ho sentito la vita politica come dovere e il dovere dice speranza. Io credo nella provvidenza divina”.
Sono passati 63 anni, da quando Don Luigi Sturzo, siciliano, di Caltagirone, fondatore del Partito Popolare Italiano pronuncio tali parole, rivolgendosi ai cattolici, ai giovani, agli uomini liberi e forti.
Lui… che aveva visto e vissuto sulla sua pelle la fame, la povertà, i duri anni del fascismo, le guerre, l’odio sociale, la repressione, l’esilio, e che nonostante tutto non aveva mai perso la speranza.
Lui… che in una stanza d’albergo, il Santa Chiara di Roma, il 18 gennaio 1919, fondò, su di un letto utilizzato come tavolo, il Partito Popolare Italiano, in un’Italia che ci raccontava come: “turbolenta… scontenta dal punto di vista nazionale, preoccupata dal punto di vista economico, senza un leader al governo”.


Sono passati 63 anni e l’Italia, come allora, sembra vivere nelle stesse identiche condizioni… turbolenta… scontenta… senza un leader al Governo.
Ed è per questi motivi che, oggi, ho deciso di aprire questo mio intervento richiamandomi al pensiero di Don Luigi Sturzo, perché chi sente la vita politica come dovere, non deve mai perdere la speranza e la forza di lottare per il perseguimento del bene comune ed il mantenimento della pace.
Noi desideriamo, mettere in atto ciò che i giovani del Movimento laureati nel 1941, durante la seconda Guerra Mondiale, avevano sognato.
Dare vita ad un “ordine nuovo”, tra chi considera la vita politica come dovere e chi ritiene che il dialogo e la conciliazione, attraverso lo strumento della mediazione; la democrazia diretta, partecipativa, di tipo orizzontale siano elementi cardine di una nuova società civile, più solidale, non incline alla corruzione.
“ L’ordine nuovo, che tutti noi desideriamo come conclusione della guerra, non dovrà essere soltanto un’eliminazione di disagi, di ingiustizie, di disordini, anche se dovrà essere questo innanzitutto. L’ordine nuovo noi lo pensiamo e lo vogliamo come una crescita di cultura, di libertà, di spiritualità, come una intensificazione di vita personale, di rapporti sociali, di vita religiosa”.
L’attuale periodo di crisi economica che stiamo vivendo sta, purtroppo, minando alla radice quegli antichi valori, che ho qui richiamato.
Abbiamo rinunciato alla nostra sovranità nazionale ed abbiamo delegato all’Unione Europea la risoluzione dei nostri problemi, dimenticando l’assunto fondamentale che noi siamo lo Stato.
“Non l’uomo è fatto per lo Stato – aveva sostenuto la Pira in un’importante lezione al VI Corso Cristologico nell’inverno del 1942 – ma lo Stato è una costruzione giuridica, che ha fondamenti naturali, fatta per l’uomo”.
Siamo noi che dobbiamo ricostruire lo Stato, e non devono essere i burocrati dello Stato, dell’Unione Europea a riscrivere la nostra vita.
Una democrazia per essere perfetta deve essere non solo rappresentativa, ma, anche e soprattutto, partecipativa.
La mediazione ci insegna proprio questo.
Dobbiamo smettere di delegare la risoluzione dei nostri problemi a terzi, ma dobbiamo essere noi i protagonisti della risoluzione dei nostri guai.
I tecnici ed i burocrati potranno indicarci le strade.
Ma, la decisione finale, sulla strada da percorrere, deve spettare a noi.
“Una cosa è necessaria e cioè che il popolo veramente ricominci ad avere una propria coscienza e decida delle proprie sorti.
Quale è la sorgente a cui dobbiamo attingere per soddisfare in noi questa sete? È la civiltà cristiana che in Italia ha i suoi monumenti e ha lasciato le tracce più profonde, e noi che siamo per la libertà e la tolleranza di tutti i movimenti abbiamo però il compito di dimostrare che senza la civiltà cristiana non si risolvono i problemi della civiltà italiana”.
Queste parole appartengono ad Alcide De Gasperi, che le pronunciò il 18 giugno 1945.
A quasi 70 anni di distanza sono così vive e profonde in noi, che ci devono spingere a decidere delle nostre sorti ed a riscoprire ed essere fieri dei nostri valori cristiani.
Perché non esistono uomini straordinari ai quali delegare completamente la nostra sorte e quella dei nostri figli.
“Vi prego di fare un certo sforzo per superare il metodo della mitologia politica. Non ci sono uomini straordinari. Vi dirò di più: non ci sono uomini, pari alla grandezza dei problemi che ci stanno di fronte. Bisogna presentarsi innanzi a questi avvenimenti esteri e interni con l’umiltà di riconoscere che essi superano la nostra misura. Non c’è nessuno che possegga il talismano per poter risolvere un problema, quando questo si presenta in tutta la sua complessità.
Per risolvere questi problemi vi sono vari metodi: quello della forza, quello dell’intrigo, quello dell’onestà, quello della fermezza in una fede sicura. Se io sono qualche cosa, in questa categoria, mi reputo di appartenere alla terza. Sono un uomo che ha l’ambizione di essere onesto.
Quel poco di intelligenza che ho la metto al servizio della verità, la quale si trova sepolta molte volte sotto strati difficilmente penetrabili, ma esiste. Io mi sento un cercatore, un uomo che va a scovare e cercare i filoni della verità della quale abbiamo bisogno come l’acqua sorgente e viva delle fonti. Non voglio essere altro. Quindi il grido di «Viva De Gasperi», lo traduco «Viva l’uomo di buona volontà che cerca la verità»”.
Alcide De Gasperi, uno statista, la sua grandezza era pari alla sua umiltà.
Non credo che attorno a questo tavolo, o oggi in Parlamento, si via qualcuno che possa ritenersi degno di essere paragonato ad Alcide De Gasperi, di certo ciò che ho letto ci impone una riflessione: tutti noi, uomini e donne di buona volontà, non esistendo uomini straordinari ai quali delegare il nostro futuro, abbiamo il dovere di trovare insieme le soluzioni per uscire fuori dall’attuale periodo di crisi, al servizio della politica e del potere, avendo l’ambizione di essere onesti, credendo nella provvidenza divina e facendo leva sui nostri comuni valori cristiani.
E da Ustica, oggi, tutti insieme cercheremo di proporre delle soluzioni che consentano non solo di riformare l’attuale sistema della Giustizia, arrivando alla costituzione di un Ministero della Giustizia e della Conciliazione, ma che contribuiscano al miglioramento del nostro stile di vita, molto competitivo e poco propenso al dialogo, rendendo i cittadini di Ustica protagonisti attivi del rilancio economico della Sicilia.
Desideriamo far divenire Ustica, la capitale dell’Europa Mediterranea della Mediazione.
Desideriamo collaborare con il prossimo Sindaco del Comune di Ustica affinché su questa splendida isola, ogni anno, si possa celebrare il Forum internazionale della mediazione dei Ministri dell’Europa Mediterranea.
Un evento unico e straordinario al quale prenderebbero parte i Ministri della Giustizia (e spero in futuro: della Giustizia e della Conciliazione) dei seguenti Stati:
• Albania
• Andorra
• Bosnia Erzegovina
• Croazia
• Cipro
• Grecia
• Francia
• Italia
• Macedonia
• Malta
• Monaco
• Montenegro
• Portogallo
• San Marino
• Serbia
• Spagna
• Turchia
• Città del Vaticano
Un evento internazionale da organizzare, ogni anno, durante il periodo invernale, con il fattivo contributo dell’Unione Europea.
Richiederemo all’Unione Europea di stanziare ogni anno 1.372.000 euro.
Tali fondi, lo dico per i giornalisti qui presenti, non verranno utilizzati direttamente dal Comune ma verranno erogati dal Comune, sotto forma di microcredito a fondo perduto, a tutti quei cittadini residenti in Ustica che ne faranno richiesta per contribuire alla perfetta riuscita dell’evento, andando di fatto a creare un indotto economico-commerciale annuale per l’intera Sicilia, che potrà ospitare in tutto il periodo dell’anno eventi legati alla mediazione con professionisti della mediazione internazionale e turisti stranieri.
Attualmente in Ustica vi sono 1.372 abitanti.
Ogni anno, tutti i cittadini di Ustica riceveranno in media tra i 1.000 e i 4.000 euro, per dare vita o un’attività produttiva o implementarla, legata al Forum internazionale della mediazione dei Ministri della Giustizia dell’Europa Mediterranea e agli eventi connessi.
Vi sono progetti culturali che, sono stati finanziati dall’Unione Europea, nel corso degli anni, con risorse molto più elevate, e che non prevedevano la partecipazione dei cittadini alla gestione delle risorse, nè la crescita occupazionale ed economica dei territori grazie alla leva del microcredito.
Il nostro progetto da questo punto di vista è rivoluzionario perché:
I. ci consentirà di far sedere, ogni anno, attorno ad un tavolo, tutti i Ministri della Giustizia dell’Europa Mediterranea per la diffusione della cultura della mediazione nel Mondo, andando di fatto a migliorare il sistema della Giustizia, preservando la pace dai conflitti;
II. darà la concreta possibilità ai cittadini di Ustica di partecipare direttamente, senza intermediari, alla vita politica-amministrativa dell’ente, gestendo le risorse, attraverso la leva del microcredito.

Penso che, anche, un Guru come Muhammad Yunus, premio nobel per la Pace nel 2006, inventore del microcredito, potrebbe essere fiero di un progetto del genere ed esserne il Presidente Onorario.

Concludo ringraziando il prestigioso tavolo di presidenza, i deputati siciliani, tutti gli ospiti, i relatori intervenuti, e l’avv. Francesco Menallo, per averci consentito di ospitare il Forum Nazionale dei Mediatori in Ustica ed in questa splendida riserva naturale.

Grazie a tutti per l’attenzione

Roma, 7 aprile 2013

dott.sa Irene Gionfriddo
Portavoce del Forum Nazionale dei Mediatori
portavoce@forumnazionaledeimediatori.it

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